C5 TIME per la rubrica “
PRIMA PAGINA PER”. In questa 56ª uscita abbiamo il piacere di intervistare uscita abbiamo il piacere di intervistare
BAU' LAURA Presidente della società
Calcio Padova C5 di Padova insieme a Mattia Arisi, fondatore e Amministratore Delegato della società, pronta a guidare il Futsal Femminile nel mondo Biancoscudato!
Baù Laura, allaccia gli scarpini nel mondo del calcio a 11 all'età di 14 anni. Una manciata d'anni dopo traghetta nel Futsal. Fino all'età di 20 anni veste la maglia del Città di Breganze del fondatore Raffaele Merlo. Dopodiché ritorna nuovamente nel calcio a 11, calcando i campi della Serie C e Serie B con il Padova e con il Laghi. Gli studi universitari la espatriano in Spagna (Erasmus), dove gioca a calcio a 5. Dopo l'esperienza Erasmus in terra spagnola sempre per studi vola oltreoceano e più precisamente negli USA dove continua a praticare all'interno del campus il calcio a 11. Nel nostro paese in Italia da evidenziare che Laura ha militato in Serie A per diverse stagioni, con il Città di Breganze dal 2011 al 2013. Poi è passata alla PSN Padova per una stagione (2013/14) per tornare ad indossare la maglia del Breganze (Futsal Breganze 2014/15) chiuderà la sua invidiabile carriera sempre in Serie A tra le file delle Lupe di San Martino di Lupari dopo tre stagioni, per mettere i titoli di coda sul Futsal giocato quando ha deciso di diventare mamma. Ma, non riuscendo a stare lontana dai campi di gioco, ha ripreso in Serie C. L'anno successivo, nel 2019, ha avviato un progetto culturale-sportivo in quel del CUS Padova con risultati più che soddisfacenti.
Buongiorno Laura, la tua straordinaria avventura nel CUS Padova Femminile si conclude in questa ultima stagione. Quali insegnamenti ed esperienze ti ha regalato questo percorso quinquennale con il Club Universitario di Padova? Baù Laura > Le esperienze con il CUS rappresentano sicuramente un approccio differente rispetto al modello tradizionale. Tra le esperienze più significative, il confronto con discipline sportive diverse dal calcio ha offerto spunti preziosi su vari aspetti. Inoltre, ha facilitato un contatto più diretto con famiglie e ragazze. Nonostante il mio impegno nelle scuole e nei centri estivi, ho riscontrato che coinvolgere bambine e mamme è una sfida ardua, poiché il loro interesse per il calcio spesso si sviluppa lentamente. Tuttavia, è una fatica che ripaga, poiché è fondamentale iniziare e costruirsi una reputazione. Quando il progetto comincia a prendere forma, la soddisfazione è evidente in tutti gli aspetti. Le bambine ricordano perché sei qui, e la loro genuinità è davvero spiazzante. Penso che le prime squadre dovrebbero dedicare più tempo a interagire con loro.
Laura diventi a tutti gli effetti la prima Presidente donna del Calcio Padova Calcio a 5, terza nell'orbita del Padova Spa (A.C.P.). Cosa ti ha portato ad un ruolo di grande rilevanza nel mondo biancoscudato? Quali progetti avete in programma insieme a Mattia Arisi, fondatore e Amministratore Delegato della società? Baù Laura > Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento a Mattia Arisi e, in generale, alla società Calcio Padova per l'eccezionale accoglienza che abbiamo ricevuto. Fin dall'inizio, abbiamo sperimentato un confronto alla pari, il che è stato estremamente positivo. L'energia e l'entusiasmo che Mattia ha portato sono stati fondamentali, poiché rappresentano un segnale concreto della volontà della società di far pesare in egual modo le sezioni maschile e femminile. Credo fermamente che dal dialogo tra le due parti possano emergere sinergie significative, sia dal punto di vista sportivo che culturale. È cruciale strutturarci in modo efficace, e mi aspetto una crescita non solo per il settore femminile, ma anche un'interazione sempre più proficua tra le realtà maschile e femminile. Sono convinta che le esperienze che entrambe le sezioni possono condividere contribuiranno a un progresso reciproco. molto il settore giovanile dell'umo e dell'altro e le prospettive per le squadre maggiori.
Nella nostra Regione, il calcio a 5 femminile si è affermato come campione indiscusso d'Italia, conquistando per due anni consecutivi il prestigioso Trofeo delle Regioni delle rappresentative femminili. Inoltre, il Bo Ca Junior di Verona ha riportato in Veneto la Coppa Italia di Serie C femminile. Nonostante questi successi, il futsal femminile in Veneto sembra faticare a decollare rispetto al panorama amatoriale. Chi meglio di te, con esperienze dirette in Spagna e negli Stati Uniti, può offrire un'opinione informata su questa situazione?
Baù Laura > Rispondere in modo preciso riguardo al successo consecutivo alle Regioni è complicato, poiché non desidero essere fraintesa. Da un lato, la rappresentativa è composta da ragazze che provengono da categorie superiori, insieme a giovani che hanno iniziato a giocare in contesti amatoriali o giovanili. Questo porta a un divario evidente tra le atlete più mature e quelle più giovani. È importante riconoscere che, sebbene ci siano talenti promettenti, le altre regioni presentano giocatrici che, per vari motivi, sono meno preparate. Questa è la realtà con cui dobbiamo confrontarci. Un aspetto positivo è che il trofeo ha aperto opportunità per le giovani calciatrici, e spero che questo possa incentivare chi proviene dal calcio a 11 ad esplorare il calcio a 5. Inoltre, auspico che possa spronare le atlete che partecipano ai campionati amatoriali a considerare la possibilità di intraprendere un campionato importante come quello federale (FIGC). Questo è essenziale, soprattutto per incoraggiare le giovani atlete a coltivare ambizioni e aspirazioni che possano portarle, in futuro, a raggiungere ulteriori soddisfazioni, anche al di fuori della rappresentativa. Tuttavia, la realtà che affrontiamo è surreale: ciò che non consideriamo una vera e propria rappresentativa giovanile è costituito da ragazze di 25 anni. Quando ero giovane, a quell'età si era già mature per il calcio. Questo è il risultato di un periodo in cui non siamo stati in grado di attrarre nuove risorse e talenti. Ormai siamo tutti consapevoli che non possiamo più permetterci di aspettare.
Gli Stati Uniti e la Spagna rappresentano realtà completamente diverse rispetto all'Italia, nonostante il calcio sia considerato lo sport nazionale nel nostro Paese. Tuttavia, dal punto di vista femminile, questo status non è pienamente rappresentato. Sebbene negli ultimi anni il calcio femminile in Italia abbia guadagnato visibilità, oggi si scontra con molte sfide. Negli Stati Uniti, le bambine giocano a calcio sin da piccole, poiché è percepito come uno sport per donne, privo di impedimenti culturali. Le squadre universitarie in particolare sono spesso più competitive rispetto a quelle di club, il che conferisce ulteriore valore al calcio femminile grazie alla visibilità e al supporto che ricevono nelle università. Inoltre, il futsal in Spagna ha raggiunto livelli molto avanzati, con un'ampia partecipazione femminile. Un altro elemento cruciale è la differenza nella visibilità mediatica. In passato, il calcio femminile veniva trasmesso dalla RAI, attirando l'attenzione del pubblico in modo diverso rispetto a quanto accade oggi con Sky. A questo proposito, è fondamentale che noi, professionisti del settore, ci impegniamo di più per farci riconoscere e per promuovere il nostro ambiente, anche a livello locale. Attualmente, se assistiamo alle partite, sono spesso solo gli addetti ai lavori a parteciparvi, rendendo difficile coinvolgere persone al di fuori del mondo del calcio a 5. Un esempio positivo è rappresentato negli anni dal Breganze, dove la sinergia fra le varie realtà ha funzionato magnificamente, creando nel tempo un indotto significativo e suscitando interesse sia nel contesto femminile che dei paesani. Questi sono i confronti che posso portare come frutto delle mie esperienze nel settore.
Una nota positiva è che dalle prossime Olimpiadi di Los Angeles sarà presente anche il calcio a 5. Questa introduzione rappresenta un'importante opportunità di visibilità sia per la nostra nazionale, offrendo un punto d'arrivo e una prospettiva alle nostre ragazze, sia per mettere in luce altre nazioni e le loro squadre. Un'esposizione così significativa contribuirà a dare grande visibilità al movimento del calcio a 5 femminile, alimentando l'interesse e la crescita di questo sport a livello internazionale.
L'attesissimo campionato di Serie D Femminile 2024/25 è pronto a prendere il via. La Divisione ha dimostrato una notevole flessibilità nella programmazione delle giornate di gara, consentendo anche incontri nei giorni di giovedì e venerdì. Inoltre, le facilitazioni previste per il pagamento delle iscrizioni e l'organizzazione federale ben consolidata, supportata dal Comitato Regionale e dalle Delegazioni Provinciali, hanno suscitato un grande entusiasmo tra le società partecipanti. Già molte di esse hanno manifestato il desiderio di prendere parte a questa competizione, inviando conferme ufficiali al Comitato Regionale. Qual è il tuo parere sulla proposta del Comitato Regionale Veneto? Baù Laura > Per quanto riguarda la Serie D, il Comitato Regionale ha svolto un lavoro eccellente, superando ogni aspettativa. Hanno fatto tutto ciò che era possibile, suscitando un grande interesse da parte delle società. Le atlete hanno potuto constatare che, in termini di impegno, le condizioni erano molto elastiche, il che ha ampliato l'attrattiva per le iscrizioni. Inizialmente, si presentava come un'opportunità notevole, ma tuttavia, TuttoCampo ha un vantaggio significativo: la sua vicinanza e disponibilità. Gli organizzatori comunicano in qualsiasi momento, tenendo le società dettagliatamente informate. Inoltre, aver programmato le fasi finali vicino al periodo delle iscrizioni ha incentivato le squadre a rimanere iscritte, facendo leva sulla gestione dei costi e sulle opportunità offerte. I costi rappresentano oggi un nodo cruciale per le società. Attualmente, ritengo che TuttoCampo sia in netto vantaggio rispetto alla FIGC in termini di iscrizioni. Tuttavia, ciò non significa che molte società abbiano abbandonato l'idea di iscriversi a un campionato non amatoriale. È comunque un vero peccato che non si riesca allestire un campionato di serie D femminilee, poiché la Serie D rappresenterebbe un'ottima opportunità per il futuro del calcio a 5 femminile federale.
Il panorama del Futsal Femminile sta attraversando una fase di trasformazione. In qualità di esperta del settore, che ha seguito da vicino l'evoluzione di questo sport, quali sono le tue impressioni riguardo al futuro del Futsal Femminile nel Veneto? In particolare, come vedi l'evoluzione dei Settori Giovanili alla luce delle nuove normative e regole che sono state introdotte? Baù Laura > L'evoluzione del calcio a 5 femminile è in continua espansione, ma per progredire è fondamentale che trovi un'identità a livello locale. Sebbene a livello nazionale il movimento abbia preso quota e rappresenti una realtà autonomamente significativa, a livello locale la percezione è spesso limitata, riscontrabile solo all'interno del nostro ambiente. Solo tramite un rinvigorito impegno a livello locale il movimento potrà realmente ripartire. A livello locale, è importante facilitare la vicinanza del pubblico alle partite, oltre a migliorare la visibilità mediatica. La FIGC dovrebbe fornire strumenti aggiuntivi per garantire una maggiore attenzione al calcio a 5 femminile, poiché è cruciale lavorare su supporti e incentivi che non siano necessariamente di natura economica. Questo è essenziale per entrare nelle scuole e gestire i settori giovanili, dato che l'obiettivo è promuovere il calcio a 5 femminile in modo efficace. Detto ciò, l'esperienza di lavorare nel settore è straordinaria e stimolante. Tuttavia, è importante riconoscere che l'impegno strutturale è notevole. Credo fermamente che, al di là degli obblighi formali, sia necessario un supporto concreto per tutelare il movimento, soprattutto rispetto all'influenza del calcio a 11. In passato, il calcio a 5 aveva beneficiato di un calo del calcio a 11, ed era in costante crescita. Oggi, gli equilibri si sono spostati e ne stiamo risentendo, soprattutto sul fronte giovanile. Riportare una mentalità che vada da un ambito amatoriale a uno FIGC richiede uno sforzo considerevole, e per attrarre e trattenere le atlete, è essenziale che queste si sentano valorizzate. Questo rappresenta un'importante leva su cui dobbiamo confrontarci anche a livello società.
Quali sono, secondo te, le ragioni per cui una giovane atleta dovrebbe scegliere il calcio a 5? Quali benefici può offrire questa disciplina sia dal punto di vista sportivo che personale?Baù Laura > La velocità di pensiero, non solo quella atletica, rappresenta un valore aggiunto incredibile nel calcio a 5. Questo aspetto rende il gioco particolarmente accattivante, soprattutto per le ragazze più giovani. Nel calcio a 5, si è costantemente sotto pressione sia atleticamente che mentalmente, il che contribuisce a rafforzare la rapidità di pensiero e l'esecuzione delle azioni. I cambi volanti sono un altro punto a favore di questo sport, poiché mantengono l'atleta sempre attiva e coinvolta nella partita. Inoltre, nel calcio a 5 è fondamentale avere competenze versatili: è necessario saper difendere e attaccare in una manciata di secondi. In un'ottica di formazione duale tra calcio a 5 e calcio a 11, il primo ha decisamente una marcia in più, e questa sarà la direzione che seguirà il Calcio Padova nella prossima stagione. Dal momento che parliamo di giovani atlete, convincere una madre a far praticare alla propria figlia uno sport indoor è generalmente più facile. Un ulteriore punto di forza del calcio a 5 è che non richiede le stesse caratteristiche fisiche di cui si ha bisogno nel calcio a 11; qui, qualsiasi fisicità può trovare la propria collocazione in campo. Ogni ragazza può essere valorizzata e le soluzioni possono essere adattate in base alle specifiche caratteristiche individuali di ciascuna atleta.
Qual è stata l'esperienza più significativa che il calcio a 5 ti ha regalato nella tua lunga carriera?Baù Laura > L'esperienza più significativa della mia carriera è sicuramente legata al mio primo anno con la maglia del Breganze, un'annata magica che ci ha permesso di passare per la prima volta da un campionato regionale a uno nazionale. Credimi, per un'atleta confrontarsi con una realtà extraregionale è un'esperienza indimenticabile; crea un forte senso di squadra e ti fa sentire come un'atleta di un'altra categoria. Ho avuto l'onore di conoscere compagne di squadra provenienti da diverse nazionalità, e in particolare ricordo Luciléia, una giocatrice formidabile. La sua presenza era pura magia, riempiva il palazzetto di tifosi. È stata un'esperienza rilevante e intensa, che porterò sempre nel cuore.
Grazie a Laura per la sua disponibilità. In bocca al lupo per la stagione e buona vita.
Nicola Cecchinato dalla Redazione di
C5 TIME vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima uscita, con una nuova intervista per la rubrica “
PRIMA PAGINA PER”.
Articolo a cura di Nicola Cecchinato – © – Riproduzione Riservata